<<Ho 25 anni e studio, o meglio studiavo. Oggi sono qui in quanto ferito di guerra. Ho perso un occhio e ho 3 fratture ad una gamba. Le milizie ci hanno mandati qui a Tunisi in attesa di ricevere cure speciali. Ma il mio occhio ormai è perso. Vengo da Misurata. Abbiamo combattuto contro Haftar. Ma i veri giochi sono mossi dalle milizie di stanza permanente. In Libia hanno tutti una grande responsabilità. La mia generazione è condannata a non avere futuro. La Tunisia ci ha accolti, ma anche questo Paese pagherà un caro prezzo nello scacchiere di questa guerra…

Sono una trentina i ragazzi libici spediti all’ospedale militare di Tunisi, in attesa di cure specialistiche che la Libia non può garantire. Sostano nelle hall dei grandi alberghi ciondolando fra stampelle e carrozzine in attesa di qualche verdetto ospedaliero. Ragazzi giovani e allegri che attendono il rientro, in una patria che li accoglie soltanto come carne da macello.


Elena Beninati

26 Giugno 2019

El Hana International Hotel Tunisi

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