Abdualmonem è un rifugiato centrafricano, ospite del centro Ibn Khaldoun di Medenine, gestito dall’organizzazione Mezzaluna Rossa tunisina.

<<Questa è la quinta volta che la situazione precipita, non ci danno abbastanza cibo, nonostante ci siano donne incinta e bambini. Non abbiamo nessuna possibilità di lavorare. Qui in Tunisia non è prevista una carta di soggiorno per lavorare, siamo rifugiati ma non possiamo avere documenti. Ci muoviamo per le città liberamente in cerca di elemosina, ma questo non ci mette in buona luce.

Abbiamo chiesto conto e ragione dei nostri diritti morali ma ci hanno risposto nel dialetto libico: Brere Nyike, ovvero state lontani da qui!

Il Governo ha dovuto affrontare aggressioni e repressioni. Ha fatto del suo meglio. Ma questo non è modo di gestire la situazione umanitaria per i rifugiati e richiedenti asilo.

Abbiamo trascorso l’intera nostra vita alla ricerca di un luogo sicuro dove poterci stabilire. Non vogliamo rimanere in questo limbo senza opportunità. Chiediamo di essere trasferiti in un luogo dove possiamo realmente vivere con dignità.>>

Campo profughi Ibn Khaldoun di Medenine.

Tunisia Giugno 2019

Elena Beninati

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